Dal 2023 tra i Borghi più belli d’Italia, è l’unico centro del varesotto ad avere ottenuto questo riconoscimento. Dal suo balcone una delle viste più scenografiche dell’intera costa del lago Maggiore. Dalla storia leggendaria, è un luogo piacevolissimo dove immergersi nella natura. È anche l’unico della provincia di Varese a ospitare una stazione sciistica.
Ha una storia di orgoglio e tenacia, che restò feudo imperiale per otto secoli, direttamente dipendente dal Sacro Romano Impero, dal 1200 circa sotto la signoria della famiglia Mandelli, poi, dal 1692 circa, dei Borromeo. Per mantenersi al riparo dagli interessi di Milano e della Svizzera, i Mandelli iniziarono a far circolare una leggenda, che voleva l’assegnazione del titolo imperiale dal 962, quando – si dice – l’imperatore Ottone di ritorno dalla battaglia contro Berengario II si ritrovò in una tempesta sul Lago Maggiore e venne salvato dagli abitanti. È per questo che ogni anno c’è ancora la celebrazione tradizionale, a settembre, dello Sbarco dell’Imperatore.
Siamo a Maccagno Imperiale “corte regale, terra per sé”, come dice la storia. È la parte inferiore a sud del fiume Giona, attorno a un golfo riparato. Per la posizione defilata, Maccagno inferiore potè cosi sfuggire all’orbita milanese e fu affidato ai Mandelli da Ottone IV, che ancora vantava la dipendenza diretta di alcuni territori (cosiddette ‘corti regie’) attorno al Verbano, eredità della frantumazione dell’impero carolingio, divenendo così “imperiale”, cosa che gli permise di rimanere piuttosto stabile nel corso della storia. Ebbe anche una sua moneta e un mercato concesso da Carlo V, fino poi all’annessione alla conquista di Napoleone, alla fine del 700, momento in cui rientrò nel perimetro geografico dell’Italia e nei destini della sua storia.
Cosa vedere nel piccolo centro medievale
Il borgo ha un impianto medievale tipico, risalente al ‘200: una struttura fortificata, il castello e la Torre imperiale, che domina l’abitato dall’alto di un colle, i vicoli acciottolati e le scalinate sormontate da passaggi a volta. Non è raro vedere carriole appoggiate sulle mura delle case: sono a disposizione della comunità e dei turisti per portare in salita bagagli e viveri. Al centro del borgo, il castello Mandelli, con quattro torri di difesa ancora munite di alloggiamenti per spranghe e sorvegliate da feritoie. Lungo le vie del borgo non è raro incontrare affreschi votivi risalenti al 500.
Nella chiesa di S. Stefano si conservano affreschi rinascimentali e una cappella laterale ornata da stucchi, che secondo la tradizione popolare sarebbe il sepolcro dei Mandelli. La Zecca imperiale, del 1622 e oggi all’interno dell’Albergo della Torre imperiale, conserva ancora l’impianto originario e la roggia che alimentava il piccolo maglio. La chiesa della Madonna della Punta, invece, è più recente, costruita tra il ’600 e ’700, e si eleva su un promontorio panoramico a picco sulle acque del Lago.
Caratteristica la struttura, oltre che quanto conservato al suo interno, del museo Civico “Parisi Valle” Disegnato nel 1980-86 dall’architetto romano Maurizio Sacripanti, si sviluppa in forma di ponte al centro della passeggiata sul lungolago. Offre al pubblico dal 1998 una collezione permanente (Picasso, Balla, De Chirico, Cassinari, Fiume, Levi) e mostre a rotazione.
Cosa fare tra spiagge, escursioni e gite in barca
Tra lago e montagna, attorno a Maccagno c’è molto per passare ore piacevoli all’aria aperta: dalle spiagge servite fino alle piccole insenature (il lago è balneabile), ai tanti sentieri della Val Veddasca, sulle montagne attorno Maccagno. La passeggiata sul lungolago parte da Maccagno Imperiale e termina a Maccagno Superiore consiste in un anello di 4 km interamente pedonale. In fondo alla passeggiata di Maccagno Superiore, una parete di roccia attrezzata per arrampicate sicure per grandi e piccoli, di fronte allo scenografico panorama sul Lago Maggiore.
Terre Borromeo con le isole e i castelli di Cannero, che un tempo furono terra di pirati
I Castelli di Cannero sono per Maccagno il vero simbolo del Lago Maggiore. Due isolotti rocciosi situati a circa trecento metri dalla sponda occidentale del lago. Su quello più lontano dalla riva, si innalza la rocca maggiore che porta il nome di Vitaliana, ora sede di un progetto di recupero che integra la ricchezza storica con l’innovazione tecnologica e la visita interattiva.
Immerse nelle meravigliose e suggestive acque del Lago Maggiore, le Isole Borromee meritano di certo una visita e sono tra le località più amate dai turisti. Nel tempo, anche i reali d’Inghilterra e scrittori come Ernest Hemingway hanno amato quest’area fatta da due isole maggiori, Isola Bella – con il seicentesco palazzo Borromeo e i suoi scenografici giardini – e Isola Madre, nota per il giardino botanico ricco di piante rare, ma anche la piccola e pittoresca Isola dei Pescatori, l’Isolino di S. Giovanni di fronte a Pallanza e lo scoglio della Malghera.
L’appuntamento con la tradizione
A Maccagno, ogni anno si celebra lo “Sbarco dell’Imperatore”, una tradizionale ricostruzione medievale, con mercati, conferenze e coni di monete, che rievoca la leggenda del salvataggio dell’Imperatore Ottone. Ogni anno tra settembre e ottobre, è un’occasione anche per approfondire le caratteristiche della società medievale, all’importanza del lago come via del commercio e di comunicazione, nel ricordo di quest’area speciale che si è mantenuta indipendente e lontana dalla storia per secoli e secoli.